Dazi, mercati in subbuglio e strategie anti-crisi: come sopravvivere alla nuova guerra commerciale di Trump
Donald Trump ci ha abituati alle sue provocazioni, ma quando parla di dazi, i mercati tremano sul serio. L’ultima minaccia? Nuove tariffe fino al 60% sulle importazioni cinesi. Il risultato? Azioni in altalena, titoli tecnologici sotto choc e il solito dilemma: è solo fumo negli occhi o stavolta rischiamo davvero il contraccolpo?
La verità è che siamo di fronte a un déjà-vu con variabili inedite. Nel 2018, quando Trump scatenò la prima guerra commerciale, l’economia globale era in una fase diversa: crescita robusta, inflazione sotto controllo e banche centrali pronte a intervenire. Oggi, invece, siamo in un mondo più fragile: inflazione ostinata, debiti alle stelle e una Fed che non può più giocare alla fata dei mercati.
David Rosenberg, economista di Rosenberg Research, non ha dubbi: «Questa volta il margine di errore è zero. Se i dazi diventeranno realtà, le conseguenze potrebbero essere più gravi del previsto».
Chi ci rimette e chi ci guadagna?
I perdenti
- Big Tech: Apple, Nvidia e Tesla hanno troppi interessi in Cina. Se Pechino reagisse con ritorsioni, i loro bilanci potrebbero sanguinare.
- Auto e manifatturiero: Ford e GM hanno già problemi con la transizione elettrica. Dazi più alti su acciaio e componenti sarebbero un colpo basso.
- Il consumatore americano: Alla fine, come sempre, sono loro a pagare. Se i prezzi di smartphone, elettrodomestici e auto salgono, l’inflazione potrebbe riaccelerare.
I (potenziali) vincitori
- Acciaio e alluminio made in USA: Meno concorrenza cinese = margini più grassi per le aziende locali.
- Energia: Se la Cina blocca le importazioni di petrolio USA, il prezzo del greggio potrebbe impennarsi, regalando profitti extra alle compagnie energetiche.
Dove cercare riparo? Oro, dollaro e petrolio sotto la lente
- Il dollaro potrebbe rafforzarsi all’inizio, ma se la guerra commerciale si allarga, anche la fiducia nel biglietto verde potrebbe vacillare. Occhio a yen e franco svizzero, le solite valute-rifugio.
- L’oro ha già superato i $2.300/oncia e potrebbe salire ancora. Chi ha nervi saldi potrebbe approfittarne.
- Il petrolio è la vera incognita: se la Cina risponde colpendo le esportazioni USA, potremmo assistere a un nuovo shock dei prezzi.
Cosa fare con i propri soldi? 3 mosse per non sbagliare
- Non mettere tutte le uova nello stesso paniere – Se hai troppe azioni tech, bilancia con beni rifugio o titoli difensivi.
- Tieni d’occhio la Fed – Se la banca centrale americana taglierà i tassi per calmare i mercati, le obbligazioni lunghe potrebbero diventare interessanti.
- Niente panico – Le crisi passano, e spesso lasciano opportunità. Chi comprò azioni durante il caos del 2018, oggi ringrazia.
Crisi imminente o semplice agitazione di mercato?
Trump ama il caos, i mercati lo odiano. Ma una cosa è certa: «I dazi sono come l’alcol – danno una sbornia di consenso politico oggi, ma la sbornia economica arriva domani», come ha detto Mohamed El-Erian.
La vera domanda non è se i mercati soffriranno, ma quanto e per quanto tempo. E soprattutto: chi saprà sfruttare il momento giusto per comprare a prezzi stracciati?
Tieni gli occhi aperti, il portafoglio diversificato e… preparati , perché Trump, si sa, non fa mai le cose a metà.